Ciascuna forcola che realizzo è per me come un viaggio. Inizialmente studio il pezzo di tronco di noce, come fossi in una terra straniera che piano piano diventerà più amica. Definisco la forcola con attenzione nel rispetto delle venature e poi intraprendo l'esecuzione, sudando e godendo della fatica. Di tanto in tanto la osservo come un viaggiatore che gira il capo per vedere quanta strada ha fatto e si ferma un attimo a contemplare il paesaggio. Lavoro con lentezza, a volte, altre con frenesia, con vigore e con dolcezza fino ad intravvedere emergere dal legno le curve e le linee che io volevo!

Finire una forcola è un po' arrivare a un traguardo. Lo si gusta, perchè rimarrà per sempre. Qualcosa è stato creato. E bisogna attendere un po' prima di intraprendere un altro viaggio!